«Ombre a Mezzogiorno» è un film diretto da Enrico Carnuccio, che segue il viaggio di una famiglia italiana immigrata nel nord industriale. Racconta la storia di Rita e Tullio, che affrontano il proprio sradicamento familiare sullo sfondo di una Torino in transizione postindustriale e in dialogo storico con una remota regione meridionale, la Calabria, in avanzato stato di spopolamento e pericoloso abbandono. Processi geograficamente lontani e opposti si intrecciano in una narrazione a metà tra documentario e finzione che sceglie lo strumento autobiografico per esplorare un tema centrale per la società italiana. Il film sarà l’occasione per costruire una riflessione sui numerosi temi toccati dal film (identità, migrazione, deindustrializzazione, spopolamento), centrali per la riflessione geografica contemporanea.
La proiezione del documentario “Ombre a mezzogiorno” sarà seguita da un momento di dibattito con il regista Enrico Carnuccio, che dialogherà con Carlo Salone e Francesco Chiodelli (Università di Torino).
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Il confine non è solo al margine: è ovunque.
In che modo il confine si insinua nella vita quotidiana, espandendosi oltre la «linea» tracciata sulla mappa?
Il libro risponde a questa domanda cruciale con una lettura polifonica e radicale, esplorando le molteplici materializzazioni del confine nella quotidianità delle persone razzializzate e marginalizzate nel contesto italiano.
Superando l’immaginario della linea geografica, il libro svela la presenza dei confini nei luoghi più ordinari: le stazioni di Roma, le case di Torino, le piazze di Palermo, e molti altri. Sedici capitoli scritti da ricercatori, operatori sociali, attivisti mappano la violenza strutturale e il razzismo istituzionale in Italia, ma anche le pratiche di solidarietà, cura e resistenza di ogni giorno.
Un testo necessario per chi vuole superare le rappresentazioni semplificate della migrazione e comprendere come i confini modellino relazioni sociali, percezioni e disuguaglianze.
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Il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (DIST) e il Dipartimento di Architettura e Design (DAD) sono lieti di ospitare a Torino Omar Degan per il Pre-Launch della Biennale Pan-Africana di Architettura 2026.
Omar Degan, già laureato del Politecnico, è un architetto e curatore somalo, fondatore di DO Architecture and Design, studio con sede a Mogadiscio specializzato in sostenibilità, architettura dell’emergenza e ricostruzione post-conflitto.
La Biennale che sta curando, e che aprirà a Nairobi il 1° settembre 2026, propone un cambio di paradigma: riportare l’Africa al centro del discorso architettonico globale, valorizzando le sue intelligenze spaziali, le sue culture costruttive e le forme di resilienza generate attraverso fragilità storiche, politiche ed ambientali.
L’evento di Torino, con cui si conclude la serie globale dei pre-launch events, presenterà in anteprima la visione curatoriale della Biennale, introducendo tema, obiettivi e collaborazioni internazionali, con la partecipazione di ospiti provenienti dal mondo accademico e professionale.
Racconti dal confine: disegni e parole di migrazione a Oulx è una mostra che intreccia geografia, sociologia, urbanistica e antropologia per dare voce alle testimonianze delle persone in transito al confine italo-francese.
Promossa dal DIST – Politecnico e Università di Torino, in collaborazione con l’Università della Terza Età – UniTre Alta Valle Susa e l’associazione Liberamente Insieme, la mostra valorizza disegni e scritte lasciate dai migranti nel Rifugio Fraternità Massi di Oulx.
Attraverso la mostra, la pagina web e momenti di confronto pubblico, l’iniziativa promuove una riflessione condivisa e critica sulle rappresentazioni delle migrazioni, mettendo al centro la memoria dei confini e le storie di chi li attraversa.







