Salone d’Onore, Castello del Valentino

Il cielo sopra Hiroshima

SPETTACOLO TEATRALE

Prima assoluta

Testo e regia di Mario Mucciarelli
con Alessandro Castellucci e Daniele Ornatelli
Musiche di Andrea Manzoni
Lettura scenica con pianoforte

1962, Città del Messico: in una stanza d’hotel, il filosofo Günther Anders attende Claude Eatherly, il pilota americano che prese parte allo sgancio della bomba atomica su Hiroshima. Non si sono mai conosciuti di persona, si sono solo scambiati decine di lettere da una parte all’altra dell’Oceano: per la precisione dalla casa di Vienna dove vive Günther Anders, all’ospedale psichiatrico di Waco, Texas, dove era ricoverato Claude. Tornato alla vita normale, infatti, Claude ha perso la bussola fino a tentare il suicidio. Günther Anders crede di avere tutto sotto controllo, ma il confronto con il “vero” Claude Eatherly metterà a dura prova le sue certezze.  
“Il cielo sopra Hiroshima” indaga la vicenda di due uomini alle prese con eventi storici di portata enorme: dalla persecuzione degli ebrei, al pericolo atomico, per arrivare al sempre mutevole rapporto tra esseri umani e tecnologia. In mezzo a tutto questo, la città di Hiroshima e la sua volontà di guardare ostinatamente al futuro. Proseguimento naturale del progetto radiofonico omonimo, l’opera teatrale viene qui presentata, in prima assoluta, sotto forma di lettura scenica con accompagnamento di musiche originali al pianoforte. 

Con la partecipazione di

Mario Mucciarelli
Autore e regista

Nato a Bologna nel 1976, è autore di cinema, teatro, radio e narrativa. Per il cinema ha scritto The Space Between di Ruth Borgobello, candidato australiano come miglior film straniero agli Oscar 2018. Ha pubblicato il romanzo umoristico per ragazzi Il libro dei Vetuschi, la raccolta di racconti Lumière Lumière e la biografia Woody Allen, film amori e nevrosi. Ha collaborato con Sergio Ferrentino e Flavio Stroppini a diversi progetti di radiodrammi. Nel 2025 è uscita la serie audio documentaria Il cielo sopra Hiroshima, di cui è autore e voce narrante.

Alessandro Castellucci 
Attore

Attore, regista, speaker, doppiatore e insegnante di recitazione. Milanese, è membro della compagnia “Quelli di Grock”, con cui ha recitato in tournée europee e americane. Ha fondato il duo cabarettistico I Ragni, legato a Zelig Cabaret. È stato docente di Tecniche di comunicazione presso SDA Bocconi e speaker per Radio 24. Ha fondato la Compagnia Macró Maudit e realizzato percorsi teatrali con i detenuti delle carceri milanesi. Per Storytel e Audible realizza audiolibri.

Daniele Ornatelli
Attore

Si forma presso la Compagnia Teatri Possibili di Milano e si diploma Zanni e Magnifico presso la Scuola Internazionale dell’Attor Comico, diretta a Reggio Emilia dal Maestro Antonio Fava. Premio Fersen 2009 all’attore creativo, riceve borsa di studio in Regia presso lo Strasberg Institute a New York. Collabora a lungo con Teatri Possibili, La Danza Immobile, il Teatro Franco Parenti e Fura Dels Baus Barcelona. Docente premiato al Malta International Theatre Festival, insegna la Commedia dell’Arte in tutta Italia. Nel 2015-16, forte della lunga esperienza nel cinema d’impresa, fonda l’agenzia per attori “Union”. Speaker e doppiatore, dal 2011 collabora con Fonderia Mercury di Sergio Ferrentino e con Radio Svizzera Italiana. È nel cast di Utoya. Uno di noi, Anello d’Oro al doppiaggio 2023.

Andrea Manzoni 
Pianista e compositore delle musiche originali

Salone d’Onore, Castello del Valentino

Città sotto attacco: i droni, l’intelligenza artificiale e la guerra urbana

TALK

Gianluca di Feo in dialogo con Francesco Chiodelli

Come i droni e l’intelligenza artificiale stanno cambiando la guerra e, più in generale, la società e le città? Partendo dal libro Il cielo sporco (Guanda, 2025) verrà descritta l’evoluzione dei nuovi protagonisti dei conflitti dall’Ucraina a Gaza, dal Golfo Persico al Sudan. Saranno discussi i rischi legati al dilagare dei robot killer che attualmente vengono prodotti in milioni di esemplari e alla gestione delle operazioni militari affidata a sistemi di intelligenza artificiale. Infine si tratterà la dimensione ipogea incentivata da questi strumenti: gli eserciti si spostano nei tunnel e le città tornano a scoprire i rifugi sotterranei. Nel complesso, si mostrerà come droni e intelligenza artificiale rappresentano oggi le nuove, inquietanti, infrastrutture della distruzione urbana. 

Con la partecipazione di

Gianluca Di Feo
Giornalista de La Repubblica e saggista

Giornalista professionista dal 1990. Ha lavorato prima al Corriere della Sera, poi a L’Espresso e oggi a La Repubblica, di cui è stato vicedirettore per otto anni e dove ricopre l’incarico di corrispondente per la Difesa. Si occupa di conflitti, tecnologia militare e intelligence, con particolare attenzione alla sicurezza marittima; è consigliere del Capo di Stato Maggiore della Marina. Il suo ultimo libro, Il Cielo Sporco (Guanda), è dedicato alla guerra dei droni e dell’intelligenza artificiale.

Francesco Chiodelli  
DIST – Università degli Studi di Torino 

Insegna geografia economica e politica all’Università di Torino, dove dirige il Centro di ricerca in studi urbani OMERO. Si occupa di pratiche illegali in città e di conflitti urbani, lavorando da diversi anni anche sulla questione israelo-palestinese. Dedica una parte significativa della sua attività alla divulgazione scientifica attraverso interventi radiofonici, articoli sulla stampa nazionale e incontri pubblici. Ha realizzato il gioco serio sulle trasformazioni urbane HACKERARE M0N0P0L1 e pubblicato Città in guerra. Appunti di geopolitica urbana (Bollati Boringhieri, 2026). Tra i suoi libri figurano anche Cemento armato. La politica dell’illegalità nelle città italiane (Bollati Boringhieri, 2023) e Gerusalemme contesa. Dimensioni urbane di un conflitto (Carocci, 2012).  

Salone d’Onore, Castello del Valentino

Il museo oltre il museo: migrazioni, patrimonio urbano e infrastrutture sociali a Torino

DIBATTITO

A cura di Silvia Aru e Luca Ramello (DIST) 

Le migrazioni non sono un’eccezione nella storia delle città: sono uno dei processi ordinari attraverso cui le città crescono, cambiano, si reinventano. Torino lo sa bene e la rete Porta delle Culture lavora da anni per rendere visibile questa storia e trasformarla in patrimonio condiviso. Il progetto si chiama Museo Diffuso delle Migrazioni: non un edificio, non una collezione, ma una rete di relazioni sociali, itinerari urbani, memorie e pratiche di comunità che permeano la città. Un’infrastruttura sociale, prima ancora che culturale. Ma quale forma può assumere un museo di questo tipo? I suoi percorsi raccontano le migrazioni di ieri o quelle di oggi o sono il filo che le connette? E quando una rete di relazioni sceglie di assumere una forma istituzionale, cosa guadagna e cosa rischia di perdere? 
A queste domande prova a rispondere una tavola rotonda che riunisce chi il progetto lo sta costruendo e chi studia il rapporto tra città, patrimonio e migrazioni. 

Con la partecipazione di

Silvia Aru
DIST – Università degli Studi di Torino

Professoressa associata di Geografia politica ed economica presso il DIST – Università di Torino. Si occupa di processi e politiche migratorie, mobilità e giustizia socio-spaziale, con particolare attenzione ai territori di confine e, più recentemente, ai casi di Oulx e Ventimiglia. Attraverso metodi prevalentemente qualitativi, indaga le pratiche di mobilità e le loro relazioni con politiche, infrastrutture e trasformazioni socio-spaziali, considerando anche le tracce materiali e immateriali connesse a tali processi. I suoi interessi comprendono inoltre le mobilità internazionali studentesche. Ha maturato esperienze di ricerca internazionale, tra cui una Marie Skłodowska-Curie Fellowship presso l’Università di Amsterdam. È co-direttrice della Rivista Geografica Italiana e membro del Direttivo dell’Associazione dei Geografi Italiani (AGeI).

Luca Ramello
DIST – Politecnico di Torino

Dottorando in Urban and Regional Development al Politecnico e all’Università di Torino. Formatosi in studi mediterranei tra Venezia, Montpellier e Sousse, dal 2022 svolge ricerca tra Tunisia e confine alpino sulle frontiere europee e oggi studia il regime dei visti Schengen da Tunisi, come ospite del Border Studies Research Group dell’Université de Sousse. Ricercatore e mediatore interculturale con OnBorders, ha collaborato con il Forum Tunisien pour les Droits Économiques et Sociaux e scrive per Melting Pot Europa. Ha pubblicato su Revue Ibla, Dossier IDOS e Rivista Geografica Italiana.

Emanuele Maspoli
Porta delle Culture

Fondatore e gestore per trent’anni del Centro culturale di vacanza “Il lato azzurro a S.Erasmo”, Venezia. È inoltre collaboratore da 15 anni di Viaggi Solidali, per cui organizza itinerari e accompagna gruppi in Marocco. Su Marocco e migrazione ha scritto La loro terra è rossa e Torino è Casablanca, una piccola guida della Torino marocchina. Per dieci anni ha collaborato con la rivista Una città, scrivendo Lettere dal Marocco e tuttora collabora saltuariamente alla rivista Gli asini. In passato si è occupato di nonviolenza attiva e di America Latina, pubblicando Ignacio Ellacuria e i martiri di San Salvador. Nel 2021 con Marina Panarese, Mariella Allemano, Rosa Maria Maspoli e Younis Tawfik ha costituito la rete Porta delle culture, per un museo delle migrazioni a Torino.

Cecilia Pennacini
Università degli Studi di Torino

Professoressa ordinaria di Antropologia culturale presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino. Dal 1988 conduce ricerche etnologiche in Africa centro-orientale nell’ambito della Missione Etnologica Italiana in Africa Equatoriale, che ha diretto dal 2004 al 2019. È autrice di numerosi volumi e articoli scientifici, ha lavorato a lungo per la RAI, ha realizzato documentari etnografici e curato esposizioni temporanee. Dal 2017 dirige il Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Ateneo torinese e dal 2023 è presidente dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza. È socia dell’Accademia delle Scienze di Torino e nel 2020 ha ricevuto il Premio Sangiorgi per la Storia e l’Etnologia dell’Africa dell’Accademia dei Lincei. Dal 2025 coordina il progetto SAIMP – Strengthening African Italian Museum Partnerships – dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Francesco Vietti 
Università degli Studi di Torino, antropologo, fondatore del progetto Migrantour

Antropologo dell’Università di Torino. Si occupa di mobilità e patrimonio culturale, con particolare attenzione agli ambienti urbani e alla città di Torino. Ha svolto ricerche in Europa orientale e nel Mediterraneo sul nesso tra migrazioni, turismo e trasformazione urbana. Dal 2009 coordina il progetto europeo “Migrantour. Intercultural Urban Routes”. Tra le sue pubblicazioni recenti, Unexpected Encounters. Migrants and Tourists in the Mediterranean (Berghahn books, 2024).

Francesca Guerisoli 
Curatrice, docente
Arte contemporanea e museologia radicale (2023)

Storica e critica dell’arte contemporanea, affianca alla pratica curatoriale incarichi direttivi in musei e fondazioni e l’attività didattica presso l’Università di Milano-Bicocca. La sua ricerca indaga il rapporto tra arte e dimensione sociale, la museologia del contemporaneo e le pratiche artistiche emergenti. È stata direttrice del Museo d’Arte Contemporanea di Lissone e dirige il Museo Diffuso di Lentate sul Seveso. Ha collaborato con la Fondazione La Quadriennale di Roma e da quindici anni cura la programmazione della Fondazione Pietro e Alberto Rossini. Scrive per Il Sole 24 Ore.

In collaborazione con

Porta delle Culture

Un centro culturale di fatto che, con il lavoro delle Associazioni operanti sul territorio e l’impegno di singoli interessati al tema delle migrazioni, si pone l’obiettivo di fare emergere e promuovere tutte quelle iniziative che concorrono alla definizione di un vero e proprio museo delle Migrazioni a Torino. Un museo che nasce dunque dal basso, dalle esperienze dei soggetti migranti e di tutti coloro che aiutano a realizzarne una narrazione.

Salone d’Onore, Castello del Valentino

La città immaginata:
arte, persone e istituzioni

DIBATTITO

A cura di Ianira Vassallo e Marco Santangelo (DIST) 

In che modo le pratiche artistiche – dalla fotografia alla performance – possono svelare e rendere visibile l’agire quotidiano delle comunità studentesche negli spazi urbani? Prendendo le mosse da due attività del programma Extended di Urban Desires – “Fotografia e città: Studiare a Torino” e “L’università disponibile: costruire connessioni con il territorio a partire dalla comunità studentesca” – questo incontro riflette sul valore dell’arte come dispositivo estetico e politico in grando di “rendere visibile”, secondo la lezione di Jacques Rancière, l’esperienza, le pratiche e le forme dell’abitare degli/delle studenti/esse nella città. La discussione pone al centro il ruolo dell’ateneo come promotore di una nuova alleanza tra saperi, istituzioni e cittadinanza attiva: solo un luogo di formazione o anche un’infrastruttura aperta e inclusiva per l’espressione della cultura giovanile con le sue narrazioni? 

Con la partecipazione di

Laura Barreca 
Storica dell’Arte – Accademia di Belle Arti di Catania

Storica dell’arte e professoressa di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Catania. Dal 2014 è Direttrice del Museo Civico di Castelbuono (Palermo), dove ha sviluppato una strategia museale fondata su educazione, partecipazione, sostenibilità e internazionalizzazione. È stata Direttrice del mudaC di Carrara (2019-2024) e Visiting Professor alla USEK – The Holy Spirit University of Kaslik, Beirut (2017-2022). Nel 2009 ha ottenuto una Fellowship Post-doc presso l’Italian Academy for Advanced Studies at Columbia University, New York. Tra il 2023 e il 2025 è stata Direttrice Artistica per Fondazione Sicilia nell’ambito del progetto PNRR-CHANGES. Studiosa di arte, tecnologia e museum studies, è autrice del volume Arte e Tecnologia. Dalle Avanguardie storiche alla New Media Art (Aracne, 2013). È componente del Comitato Scientifico di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea Italiana 2026 e, per il triennio 2026-2028, Coordinatrice del Coordinamento Regionale Sicilia di ICOM Italia.

Michele Cerruti But 
Accademia Unidee – Fondazione Pistoletto

Direttore del Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia Unidee, docente di Urbanistica al Politecnico di Torino e moderatore della ricerca nazionale Arte e Spazio Pubblico. Il suo lavoro si concentra sulla relazionalità e sull’ibrido, tanto nel discorso urbano che in quello delle pratiche artistiche, osservando lo spazio come luogo della frizione e della coesistenza. Tra le pubblicazioni recenti: Inhabiting Future Frictions (2025), A Relational Urbanism (2024) e Spatial Tensions in Urban Design (2021).

Giangavino Pazzola 
Camera – Centro Italiano per la Fotografia

Dal 2018 è curatore a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino. Ha ricoperto gli incarichi di curatore della sezione “Fotografia e immagini in movimento” di ArteFiera a Bologna (2023-25) e Artistic and Executive manager di EXPOSED – Torino Foto Festival (2023, 2024). Collabora con enti e istituzioni nazionali e internazionali per le quali ha ideato e curato progetti e mostre, tra le quali Museomontagna di Torino (2020), Palazzo Ducale di Genova (2023), Copenhagen Photo (2024), Fotofestiwal Lodz (2024), Museo Nivola di Orani (2020, 2024) e Museo MAN di Nuoro (2025). Pubblica regolarmente monografie e cataloghi su artisti e mostre di fotografia contemporanea. Insegna Estetica e Storia della Fotografia Contemporanea allo IED di Torino.

Marco Santangelo
DIST – Politecnico di Torino

Geografo e docente del dipartimento DIST del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino. Non è un feticista dello spazio, viaggia spesso e non ha mai pensato di sentirsi a casa da qualche parte. Non capisce come sia possibile negare il cambiamento climatico e il cambiamento della società e resta pronto a lasciarsi stupire dal genere umano. Di recente si è occupato del rapporto tra università e città e coordina un gruppo di ricerca – OSA – che si occupa di abitare studentesco.

Ianira Vassallo
DIST – Politecnico di Torino

Architetta e professoressa associata in Urbanistica presso il Politecnico di Torino. La sua attività di ricerca e didattica analizza i processi di trasformazione della città contemporanea, con particolare attenzione al rapporto tra politiche urbane, processi di rigenerazione e pratiche di comunità. Utilizza l’analisi delle politiche pubbliche e l’etnografia per comprendere come le città reagiscano ai periodi di crisi e di contrazione delle risorse pubbliche, studiando come i territori urbani possano essere ridisegnati attraverso approcci integrati che coniugano mobilità sostenibile, cura dello spazio pubblico e giustizia sociale.

In collaborazione con

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino

Un centro espositivo per la fotografia italiana e internazionale. Un centro per l’educazione all’immagine, con incontri, laboratori, workshop. Un centro di studio per la valorizzazione del patrimonio fotografico. 
Progetto di portata internazionale nato nell’autunno 2015 con un largo partenariato privato, CAMERA vuole affermare sempre più la propria connessione con il sistema territoriale: un polo unico, dedicato alla fotografia, in grado di rafforzare il legame del Piemonte e dell’Italia con le principali realtà mondiali promuovendo la fotografia in un dialogo aperto e creativo con artisti e istituzioni. 

Parco del Valentino, Torino

Memorie attive: itinerario decoloniale al Valentino

PASSEGGIATA URBANA

A cura dell’Unione culturale Franco Antonicelli. Introduce Diego Guzzi

Spazi pubblici, monumenti e toponomastica conservano tracce profonde del passato coloniale, plasmando la memoria collettiva della città. Questa passeggiata esplorativa attraverso il Parco del Valentino propone una rilettura critica di luoghi, intitolazioni e simboli per far emergere narrazioni rimosse e prospettive plurali. Curato dall’Unione culturale Franco Antonicelli all’interno della rassegna Controcampi – progetto del Polo del ‘900 – l’itinerario invita a decostruire gli sguardi egemoni e coloniali sullo spazio urbano, trasformando la camminata in un esercizio collettivo di memoria attiva e consapevolezza storica. 

Con la partecipazione di

Grace Fainelli
Na.Co – Narrazioni contaminate

Esperta di comunicazione e autrice di Decolonizzare lo sguardo (Eris, 2025). Laureata in Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa e in Comunicazione Pubblica e Politica, lavora tra comunicazione, formazione e ricerca, intrecciando linguaggio, identità e rappresentazione. Il suo lavoro adotta una prospettiva decoloniale e indaga il potere delle narrazioni nel costruire il nostro sguardo sul mondo. Conduce attività in scuole, aziende e realtà dell’industria creativa e culturale. Nel 2023 ha fondato “Na.Co – Narrazioni Contaminate“, con l’obiettivo di costruire, attraverso parole e pratiche, mondi aperti, plurali e consapevoli.

Espérance Hakuzwimana 
Na.Co – Narrazioni contaminate

Nata in Rwanda nel 1991 e cresciuta in provincia di Brescia, vive a Torino e frequenta la Scuola Holden. Ha pubblicato per Einaudi Tutta intera (2022) e Tra i bianchi di scuola (2024), e per Mondadori La banda del pianerottolo (2023) e Mentirosa (2025), oltre ad altre pubblicazioni con People, Effequ, Linkiesta, Erickson e Capovolte. Realizza incontri letterari, attività di formazione per insegnanti e incontri nelle scuole in tutta Italia. Dal 2022 è fondatrice e consulente per diversità e inclusione di “Na.Co – Narrazioni Contaminate” e nel 2025 ha fondato “Circolo Balde”, gruppo di lettura rivolto a persone nere e/o afrodiscendenti in Italia. 

In collaborazione con

Polo del ‘900 

Progettato e sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo, Città di Torino e Regione Piemonte, il Polo del ‘900 è frutto di un disegno di rigenerazione urbana che nel 2016 ha riconsegnato ai cittadini i Palazzi di San Celso e San Daniele realizzati da Filippo Juvarra nel 1700.  
Accoglie 27 Enti partecipanti che rappresentano un punto di riferimento nella ricerca storica, sociale, economica e culturale del Novecento e nella salvaguardia dei valori della resistenza, della democrazia e delle libertà, mettendo a disposizione del pubblico spazi per eventi, mostre e spettacoli, sale lettura, biblioteche e archivi, una caffetteria, un cortile. Il Polo è un luogo con tante anime diverse e una visione condivisa che mette al centro la storia e il pensiero critico per ragionare offrendo occasioni di conoscenza e intrattenimento che mirano al benessere collettivo e alla formazione della coscienza critica per affrontare grandi temi legati all’oggi.

Unione culturale Franco Antonicelli 

Fondata a Torino subito dopo la Liberazione da figure come Norberto Bobbio, Cesare Pavese e Franco Antonicelli, che ne guidò la presidenza dal 1946 al 1974, l’Unione culturale nasce per avvicinare la cittadinanza al mondo della cultura coniugando rigore scientifico e ampia fruibilità. 
In ottant’anni di attività, l’associazione promuove il dibattito democratico e i valori dell’antifascismo intrecciando filosofia, critica sociale, arte e trasformazioni urbane. Negli anni ha ospitato storiche avanguardie e sperimentazioni – dal celebre Teatro degli Infernotti sotto la direzione artistica di Edoardo Fadini, con Carmelo Bene, John Cage e gli artisti del Living Theatre, fino alle esperienze del Centro Jazz e del Movie Club – da cui partirà la tendenza culturale che restituirà a Torino il ruolo di capitale del cinema. 

Salone d’Onore, Castello del Valentino

Turning Desires into Reality: Political Visions and Concrete Strategies for the Sustainable City

TALK

Maria Vassilakou. Introduce Andrea Bocco
(in lingua inglese)

How can the desires of the citizens be transformed into urban policies that are measurable, equitably distributed, and sustainability-oriented? Maria Vassilakou brings her high-level planning experience to Urban Desires to explore how political vision can guide complex processes of climate transition, innovative mobility, and spatial justice, sharing insights from Vienna’s transformation journey.
An internationally focused talk centering on the operational decisions and governance models needed to build truly livable, inclusive, and resilient urban centers. 

Con la partecipazione di

Maria Vassilakou
Vassilakou Urban Consulting GmbH – Vienna Solutions

Già Vicesindaca di Vienna con deleghe alla pianificazione urbana, traffico e trasporti, protezione del clima, energia e partecipazione pubblica dal 2010 al 2019. È una leader urbana con esperienza nei processi di trasformazione verso città aperte, inclusive e verdi. Nei nove anni di mandato ha guidato un’ampia agenda di trasformazione, comprendente anche la riconversione di importanti aree dismesse in nuovi quartieri urbani con una quota fino a due terzi di alloggi a prezzi accessibili. Dopo aver fondato Vassilakou Urban Consulting GmbH – Vienna Solutions, lavora come stratega e consulente internazionale sui processi di trasformazione urbana e sulla gestione delle transizioni, collaborando con città, ONG, organizzazioni e imprese in diversi paesi.

Andrea Bocco  
DIST – Politecnico e Università degli Studi di Torino 

Insegna Low-Impact technology e Progettazione ambientale urbana al Politecnico di Torino dove dirige il Dipartimento Interateneo DIST. Si è occupato di rigenerazione urbana, sviluppo locale e community hub. Ha fondato e diretto l’Agenzia di Sviluppo Locale di San Salvario a Torino. Svolge ricerca sulla tecnologia nelle sue dimensioni ambientali e sociali. Ha scritto di analisi dell’ambiente costruito; tecniche tradizionali e patrimonio vernacolare; costruzione con materiali e tecniche naturali e a basso impatto; valutazione ambientale di edifici e comportamenti umani.

Sala Zodiaco, Castello del Valentino

From Projects to Pages: Architectural Publishing as Urban Infrastructure

DIBATTITO

A cura di Tomà Berlanda (DIST) 

Numero dopo numero, una rivista d’architettura costruisce reti di relazioni tra autori, pratiche, geografie e pubblici, dando forma a un’infrastruttura immateriale di sapere critico sulla città. L’incontro invita Manon Mollard ed Eleanor Beaumont, editor di The Architectural Review, una delle riviste più importanti del panorama internazionale, a riflettere dall’interno sul proprio lavoro e sul suo rapporto con il tema Infrastructuring the Urban. I numeri recenti della rivista (Roads, Property, Borders, Mediterranean, Democracy, Ground) offrono il punto di partenza: le infrastrutture della mobilità e il loro peso politico, la finanziarizzazione dello spazio urbano, i confini come dispositivi di controllo, il Mediterraneo tra logistica, migrazioni e patrimonio, lo spazio pubblico e le sue contraddizioni. Quali scelte orientano un’agenda editoriale, e come si costruisce uno sguardo critico sulla città aperto a nuove voci? Il confronto, moderato da Tomà Berlanda, considera la pagina stampata come un’infrastruttura culturale che connette idee, discipline e visioni sulla città contemporanea.

Evento in lingua inglese  
Iniziative collegate: la Scuola di Dottorato in Urban and Regional Development organizza inoltre un’attività seminariale integrativa in programma il 5 novembre in collaborazione con The Architectural Review.

Con la partecipazione di

Tomà Berlanda
DIST – Politecnico di Torino 

Professore ordinario di Tecnologia dell’architettura al Politecnico di Torino. Studia e insegna i temi della costruzione a partire dal suolo come terreno di analisi e conflitto. Ha realizzato progetti riconosciuti a livello internazionale, tra cui centri per la prima infanzia, scuole e presidi sanitari in Africa orientale e meridionale. Tra le pubblicazioni più recenti figurano Architecture of Commonality. Grounds for Hope (curatore, 2024) e, con Camillo Boano, Palestina. Architettura e Genocidio (2025) e Polvere a Gaza. L’impossibile ricostruzione tra macerie e futuro (2026).

Manon Mollard
Editor di The Architectural Review

Editor di The Architectural Review dal 2018. Laureata alla AA School of Architecture, ha esercitato la professione a Medellín e vive attualmente a Londra. I suoi interessi di ricerca spaziano dalle città portuali e dai fiumi interrati alle infrastrutture della morte e agli strati del paesaggio nascosti sotto i nostri piedi. Oltre al lavoro per The Architectural Review, scrive per altre pubblicazioni internazionali, è critica ospite presso scuole di architettura e ha recentemente collaborato con istituzioni quali la Triennale di Lisbona, il CCCB di Barcellona e lo Schweizerisches Architekturmuseum di Basilea.

Eleanor Beaumont
Deputy editor di The Architectural Review

Scrittrice, critica e vicedirettrice della rivista internazionale di architettura The Architectural Review, con sede a Londra. Nei suoi scritti approfondisce questioni di giustizia sociale e climatica, con particolare attenzione all’edilizia sociale e ai progetti legati alla decrescita. Oltre a scrivere e curare contenuti per la rivista, ha pubblicato su Prospect, Architects’ Journal, A+U e London Architecture Guide ed è stata critica ospite e docente presso diverse università, tra cui University of Cambridge, Architectural Association, Bartlett School of Architecture, University College Dublin ed ETH Zürich.

In collaborazione con

The Architectural Review  

Pubblicata per la prima volta nel 1896, The Architectural Review è una rivista internazionale di architettura con sede a Londra. L’attuale agenda editoriale di AR nasce da una curiosità instancabile, da un continuo interrogarsi e dal dialogo: esplora i margini e sviluppa una pratica editoriale attenta e rigorosa.

Porta Palazzo, Torino

Torino è Casablanca: storie e tracce della presenza marocchina a Torino

PASSEGGIATA URBANA

A cura di Silvia Aru e Luca Ramello (DIST) 

Porta Palazzo rappresenta un crocevia fondamentale di culture, scambi e traiettorie umane che hanno ridisegnato il volto sociale e spaziale di Torino. Questa passeggiata esplorativa si snoda tra i mercati, i vicoli e i luoghi simbolici del quartiere, mettendo al centro la storia e la presenza quotidiana della comunità marocchina. Attraverso gli sguardi e le voci delle guide, l’itinerario trasforma le strade in uno spazio di lettura critica delle trasformazioni urbane e dei processi d’integrazione, svelando come i flussi migratori continuino a plasmare l’identità e la memoria viva della città contemporanea.

Con la partecipazione di

Silvia Aru
DIST – Università degli Studi di Torino

Professoressa associata di Geografia politica ed economica presso il DIST – Università di Torino. Si occupa di processi e politiche migratorie, mobilità e giustizia socio-spaziale, con particolare attenzione ai territori di confine e, più recentemente, ai casi di Oulx e Ventimiglia. Attraverso metodi prevalentemente qualitativi, indaga le pratiche di mobilità e le loro relazioni con politiche, infrastrutture e trasformazioni socio-spaziali, considerando anche le tracce materiali e immateriali connesse a tali processi. I suoi interessi comprendono inoltre le mobilità internazionali studentesche. Ha maturato esperienze di ricerca internazionale, tra cui una Marie Skłodowska-Curie Fellowship presso l’Università di Amsterdam. È co-direttrice della Rivista Geografica Italiana e membro del Direttivo dell’Associazione dei Geografi Italiani (AGeI).

Luca Ramello
DIST – Politecnico di Torino

Dottorando in Urban and Regional Development al Politecnico e all’Università di Torino. Formatosi in studi mediterranei tra Venezia, Montpellier e Sousse, dal 2022 svolge ricerca tra Tunisia e confine alpino sulle frontiere europee e oggi studia il regime dei visti Schengen da Tunisi, come ospite del Border Studies Research Group dell’Université de Sousse. Ricercatore e mediatore interculturale con OnBorders, ha collaborato con il Forum Tunisien pour les Droits Économiques et Sociaux e scrive per Melting Pot Europa. Ha pubblicato su Revue Ibla, Dossier IDOS e Rivista Geografica Italiana.

In collaborazione con

Porta delle Culture

Un centro culturale di fatto che, con il lavoro delle Associazioni operanti sul territorio e l’impegno di singoli interessati al tema delle migrazioni, si pone l’obiettivo di fare emergere e promuovere tutte quelle iniziative che concorrono alla definizione di un vero e proprio museo delle Migrazioni a Torino. Un museo che nasce dunque dal basso, dalle esperienze dei soggetti migranti e di tutti coloro che aiutano a realizzarne una narrazione.

Salone d’Onore, Castello del Valentino

Hackerare Monopoly: la città in gioco

SERIOUS GAME

A cura di Francesco Chiodelli (DIST) 

Che cosa succede quando il celebre gioco Monopoly smette di rappresentare una città astratta e comincia ad assomigliare alle città in cui viviamo? Quando entrano in gioco edilizia pubblica, gentrificazione, discriminazioni, abusivismo, crisi climatica e politiche per l’abitare? E quando le persone non partono tutte con la stessa quantità di proprietà immobiliari e non hanno le medesime possibilità di acquistare una casa?  
Hackerare M0n0p0l1 modifica alcune regole e dinamiche del classico gioco da tavolo per esplorare le disuguaglianze urbane e le sfide per il diritto alla casa: dagli affitti brevi alla studentificazione, dai bonus edilizi alla privatizzazione del patrimonio pubblico, dalle occupazioni abitative al dissesto idrogeologico. Dopo un’introduzione tematica, giocatrici e giocatori di ogni età si sfidano ai tavoli per sperimentare in prima persona i meccanismi che governano le trasformazioni della città contemporanea. Non è necessario essere esperti di Monopoly né avere competenze specifiche sui temi urbani: servono soltanto curiosità e voglia di giocare. 

Età consigliata: dai 10 ai 99 anni
Non sono richieste competenze pregresse

Con la partecipazione di

Francesco Chiodelli  
DIST – Università degli Studi di Torino 

Insegna geografia economica e politica all’Università di Torino, dove dirige il Centro di ricerca in studi urbani OMERO. Si occupa di pratiche illegali in città e di conflitti urbani, lavorando da diversi anni anche sulla questione israelo-palestinese. Dedica una parte significativa della sua attività alla divulgazione scientifica attraverso interventi radiofonici, articoli sulla stampa nazionale e incontri pubblici. Ha realizzato il gioco serio sulle trasformazioni urbane HACKERARE M0N0P0L1 e pubblicato Città in guerra. Appunti di geopolitica urbana (Bollati Boringhieri, 2026). Tra i suoi libri figurano anche Cemento armato. La politica dell’illegalità nelle città italiane (Bollati Boringhieri, 2023) e Gerusalemme contesa. Dimensioni urbane di un conflitto (Carocci, 2012).  

Luka Bagnoli e Elisa La Boria
Collettivo artistico Zeroscena

Luka Bagnoli (Rimini, 1998) e Elisa La Boria (Latisana, 1998) sono un duo di artisti e registi con base a Venezia, che opera insieme sotto il nome di Zeroscena dal 2020. Nella loro pratica adottano un approccio multidisciplinare, spaziando tra l’immagine in movimento, la ricerca d’archivio e le pratiche partecipative. Le loro opere sono da intendersi come dispositivi di interrogazione critica, costruiti a partire dalla manipolazione di oggetti preesistenti, come archivi fisici, sistemi di regole o giochi. 

In collaborazione con

Collettivo artistico Zeroscena  

Il collettivo multidisciplinare formato da Elisa La Boria (Latisana, 1998) e Luka Bagnoli (Rimini, 1998), attivo negli ambiti della fotografia, dell’audiovisivo e dell’arte partecipativa. La ricerca del gruppo prende in esame ambienti delimitati, considerati come casi studio e come vere e proprie scene, ovvero porzioni di spazio e tempo all’interno delle quali l’azione può essere osservata e ripetuta. Il collettivo lavora sul rimaneggiamento e sulla reinterpretazione di materiali preesistenti, utilizzando archivi intesi sia come cataloghi di immagini, fotografici o audiovisivi, sia come insiemi di componenti appartenenti a oggetti e sistemi, quali gli ingranaggi di una fabbrica o le regole di un gioco. Negli anni recenti il lavoro del collettivo si è concentrato sulle dinamiche sociali di co-abitazione in ambienti naturali e artificiali, sia all’interno delle società umane sia nel rapporto tra gli umani e la biosfera.

zeroscena.it

Sala Astengo, Castello del Valentino

Infrastructuring the Urban: immaginare le infrastrutture di Torino al 2040

ESPERIENZA PARTECIPATIVA

A cura di Patrizia Lombardi (DIST)

Le infrastrutture influenzano il nostro modo di abitare, muoverci, lavorare e costruire relazioni. Alcune sono visibili, come le reti di trasporto, gli edifici o gli spazi pubblici. Altre agiscono in modo più sottile: servizi, reti sociali, flussi informativi, forme di governance e dispositivi di cura che rendono possibile la vita urbana. Questa Piazza sul Futuro è realizzata da Forwardto – Dare forma al futuro e dal Politecnico di Torino nell’ambito di Urban Desires 2026.
L’evento-workshop invita cittadine e cittadini, studenti, ricercatori, professionisti e amministratori a riflettere su come le città potrebbero trasformarsi nei prossimi decenni e su quali infrastrutture saranno necessarie per affrontare le sfide del futuro. L’incontro si apre con una breve esplorazione di tendenze, fenomeni emergenti e scenari che stanno già cambiando le città contemporanee, a cura dell’Osservatorio previsionaleTrends&Signals di Forwardto.
A partire da questi stimoli, i partecipanti lavorano in gruppi per immaginare possibili futuri urbani al 2040, confrontarsi su opportunità e criticità e individuare idee e priorità per le città che desideriamo abitare.
La fase finale è dedicata alla condivisione dei risultati emersi durante il laboratorio. Attraverso una restituzione collettiva e strumenti di facilitazione grafica, vengono raccolte visioni e proposte che contribuiscono al percorso delle Piazze sul Futuro. Un’occasione per guardare oltre il contingente, incontrare persone con background diversi e sperimentare strumenti di futures thinking per esplorare i possibili futuri delle città e contribuire a costruire quelli desiderabili.

Con la partecipazione di

Patrizia Lombardi 
DIST – Politecnico di Torino  

Professoressa di Estimo e Valutazione e Vicerettrice per il campus sostenibile e i living lab del Politecnico di Torino, dopo aver ricoperto gli incarichi di Prorettrice e Direttrice di Dipartimento. Ha fondato e guidato per anni la RUS, Rete delle Università italiane per lo Sviluppo sostenibile, e oggi presiede il capitolo italiano del network SDSN, oltre a essere membro del comitato direttivo di Ecosistema Futuro. La sua attività attraversa istituzioni pubbliche e ricerca internazionale, dal Ministero delle Infrastrutture alla Commissione Europea, con oltre 270 studi pubblicati sulla valutazione della sostenibilità delle città e dell’ambiente costruito. Ha ricevuto premi alla carriera e l’Honorary Fellowship della Western Sydney University e continua a studiare, attraverso dati, criteri e approcci partecipativi, il valore sociale e intergenerazionale delle trasformazioni urbane.

Alberto Robiati
Forwardto

Direttore di Forwardto – Dare forma al futuro, realtà che svolge ricerca previsionale e offre formazione e consulenza sui processi trasformativi. Specializzato in innovazione ed esplorazione strategica di scenari futuri, da 25 anni è consulente e formatore per imprese, pubbliche amministrazioni e Terzo Settore su innovazione, cambiamento, lavoro di squadra, leadership e creatività. Negli ultimi dieci anni ha formato migliaia di persone sui temi del pensiero orientato al futuro e della mentalità innovativa. Cultore della materia all’Università di Torino, collabora con Politecnico di Torino e Università di Pisa. È promotore del Progetto Personal Futures e ideatore e coordinatore di progetti di innovazione sociale, civica e culturale. È autore di Moltiplicare i futuri (2023), Immaginari del domani (2024), Changemaking (2026) e Il futuro come spazio del possibile (2026).

Francesca Fattorini 
Forwardto  

Ricercatrice di tendenze e segnali e membro del Direttivo di Forwardto – Dare forma al futuro, dove coordina l’Osservatorio previsionale Trends&Signals e cura progetti culturali e divulgativi. È co-curatrice del volume Il futuro come spazio del possibile (2026) e ha contribuito a Moltiplicare i futuri (2023), Immaginari del domani (2024) e Changemaking (2026). Fellow NGFP-SOIF 2023, dal 2026 è membro della Costituente under 35 di Ecosistema Futuro. Svolge attività di formazione e docenza per Edulia Treccani, Università di Torino e Politecnico di Torino.

Roby Parissi
Forwardto

Psicologo di comunità, membro del Direttivo di Forwardto – Studi e competenze per scenari futuri e fondatore del centro di innovazione sociale Canvas Hub APS. Si occupa di ricerca previsionale, formazione e facilitazione, integrando strumenti e logiche degli studi di futuro, della psicologia dei gruppi e dell’improvvisazione teatrale. È specializzato nella progettazione di eventi e attività a impatto sociale e nello sviluppo di percorsi di innovazione centrati sulle persone per organizzazioni pubbliche e private, con particolare attenzione agli Enti del Terzo Settore. È autore di Moltiplicare i futuri (2023) e della masterclass Foresight mindset per Edulia Treccani.

Irene Coletto 
Forwardto  

Membro del direttivo di Forwardto – Dare forma al futuro. È specializzata in facilitazione grafica, illustrazione e facilitazione di processi collaborativi e ha supportato organizzazioni e comunità nella definizione di strategie di lungo periodo. È stata docente ospite presso il Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino sui temi delle immagini e degli immaginari del futuro. Nel 2021 ha ricevuto il Next Generation Foresight Practitioner – Europe Award dalla School of International Futures di Londra ed è stata riconosciuta tra le 35 designer under 35 che stanno plasmando il futuro del design dall’Associazione per il Disegno Industriale e dalla Fondazione Symbola.

In collaborazione con

Green Team Polito 

Un HUB di raccolta di competenze e sensibilità relative ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, declinati all’ambito universitario. L’obiettivo del Team è quello di favorire l’integrazione delle tematiche legate allo sviluppo sostenibile all’interno delle attività di ricerca universitaria, didattica, comunicazione e in tutte le attività di supporto, per preparare studenti e personale ad affrontare le grandi sfide poste dall’Agenda 2030.  I membri del Green Team discutono e sviluppano le proprie iniziative attraverso 5 Gruppi di Lavoro tematici: Energia e Cambiamenti Climatici, Mobilità Sostenibile, Risorse, Educazione e Public Awareness, Inclusione ed Equità. Le attività sono organizzate in specifici Gruppi di Lavoro (GdL), coordinati da Coordinatori e Coordinatrici di Ateneo, secondo linee di azione verticali, affiancate da azioni trasversali di engagement per supportare gli obiettivi di “terza missione” dell’Ateneo.  
Il Green Team è supportato dalla Direzione SAIL e in particolare dal Servizio Sostenibilità che coordina l’operatività delle diverse attività in collaborazione con il Servizio Progettualità di Ateneo e Monitoraggio Servizi al Campus.

Forwardto – Dare forma al futuro

Un’organizzazione non profit, nata a Torino nel 2019, per iniziativa di professionisti di ambiti diversi – ricerca scientifica, consulenza strategica, innovazione, sviluppo organizzativo, crescita personale – e provenienti da vari campi disciplinari accademici – sociologia, psicologia, antropologia, economia, comunicazione, design, ingegneria, urbanistica.

ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

Nata il 3 febbraio del 2016 su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”, è una rete di oltre 300 soggetti impegnati per l’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite e dei suoi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). L’Alleanza si pone come obiettivi di: favorire lo sviluppo di una cultura della sostenibilità a tutti i livelli, analizzare le implicazioni e le opportunità per l’Italia legate all’Agenda globale per lo sviluppo sostenibile e contribuire alla definizione di strategie nazionali e territoriali per il conseguimento degli SDGs. 
L’Associazione opera secondo un modello di lavoro innovativo e inclusivo in grado di stimolare la coesione e il coinvolgimento, l’apertura alla diversità e la pluralità di visioni, al fine di promuovere il cambiamento sociale e culturale necessario. Per conoscere la governance dell’Alleanza, è possibile consultare lo Statuto entrato in vigore a novembre 2024. È diventata Ente del Terzo settore dal 2024.